La prima volta di Emanuele

…bambini e genitori ingannano l’attesa giocando a pallone. “Sara in ritardo …” dice un papà che lavora nelle Ferrovie…

Questo non è un ricordo. Ma lo sarà presto. Indelebile. Per me e per il mio bambino. La sua prima volta sulla nostra cara, fragile creatura di ferro.
Quale poteva essere la meta della gita di fine anno del nostro asilo nido? Naturalmente Casella, con il nostro trenino. Lo abbiamo aspettato a lungo, la mia famiglia e tutta una comunità. Abbiamo visto quanto calore ed affetto la nostra gente gli ha dimostrato nella giornata di riapertura. Ora è una vera gioia vederlo e sentirlo passare vicino a casa nostra. 
Raggiungiamo in auto Torrazza, il punto di ritrovo della gita, dove bambini e genitori ingannano l’attesa giocando a pallone. “Sara in ritardo …” dice un papà che lavora nelle Ferrovie. E invece no, la signora in rosso, locomotore e due vetture, spacca il minuto. Partiamo. Emanuele all’inizio è un po’ spaesato ma poi si illumina quando arriviamo nei pressi di casa nostra, che riconosciamo passando a Vallombrosa per poi fermarci alla stazione di Vicomorasso.
Già, Vicomorasso, la stazione di sempre. Quella che ho raggiunto, a volte affannosamente e più spesso assonnatamente durante i dieci anni di Liceo ed Università. Quella in cui a volte il capotreno mi svegliava quando alla sera, stanco, mi appisolavo facendomi cullare più o meno dolcemente tra le curve del percorso. La direzione è invece quella opposta, quella di Casella. E qui mi si apre un mondo nuovo, o meglio una visione diversa del mio mondo. 
Sant’Olcese Chiesa è bellissima vista da qui, rivediamo Vicomorasso salendo verso Tullo. E poi i roccioni di Molinetti, Crocetta e finalmente Casella.
La giornata prosegue tra giochi, foto e picnic, ma Emanuele ed io non vediamo l’ora di risalire sul nostro cavallo d’acciaio. Vogliamo cavalcarlo ancora, non una volta ogni tanto, ma tutte le volte che ci sarà possibile, per piacere o per necessità. Come prima scelta. Per goderne, per preservarlo, per far vivere questa “creatura” ancora per molti anni. E ricordare con piacere e non con nostalgia questa splendida giornata.

Un pensiero di Enrico Trucco
Foto di Andrea Martinelli.
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