Galeotto fu il Trenino 

…Qualcuno alimentò le voci di cui hanno bisogno i ragazzi di quella età per sentirsi ‘parte di una avventura’: il trenino era deragliato pochi anni prima; il conducente paurosamente ubriaco; c’erano stati dei morti. E così tremavamo più forte…

Vidi in primis le rotaie del treno a 16 anni, quando frequentavo il Bar che si poteva raggiungere appena dopo il bivio che da Torrazza porta a Casanova, salendo però dal lato opposto, verso Trensasco, e invece di raggiungere la Baita si voltava a sinistra. C’erano molti ragazzi. Ricordo che fra tante più grandi di me ‘scelsi’ una ragazza che mi pareva raffinatissima rispetto alle altre. Aveva un vestito sensazionale; o forse è solo il vestito del Ricordo, che trasfigura ogni cosa, ad essersele apposto addosso. Parlava molto e brillantemente, e visto che anche io parlavo (guarda un po’…) davvero tanto, pensai: ‘Chissà che un giorno non ci si possa trovare sullo stesso terreno’.

Un giorno, qualche anno più tardi, io ed i miei amici prendemmo il Trenino. Ricordo i sobbalzi, il senso di vuoto quando il percorso s’affiancava ad un dirupo, ed io guardavo sotto e mi ritiravo dentro, come un bimbo che si bagna le punte dei piedi con l’acqua del mare e scappa subito dopo per averla trovata fredda. Qualcuno alimentò le voci di cui hanno bisogno i ragazzi di quella età per sentirsi ‘parte di una avventura’: il trenino era deragliato, pochi anni prima; il conducente paurosamente ubriaco; c’erano stati dei morti. E così tremavamo più forte, chissà perché inebriati ed impauriti da queste immagini ‘forti’, gotiche, che poi sono le stesse che ti portano a 18 anni ad imbracciare la chitarra e cantare la ‘canzone dell’impiccato’. per fortuna i gusti cambiano :-))). Sono tornato sul trenino sul finire degli anni ’90 (o nei primi 2000) – credo – in viaggio con una coppia di amici. Ancora quei sussulti al cuore, quando la vegetazione (in certi tratti fittissima) attorno al percorso del treno si diradava e comprendevi a quale altezza ti trovassi. Ma somigliavo ben più ad un adulto, e trovai modo di ‘sviare’ imprendendo a scherzare con gli amici. Ricordo che quando scendemmo, a Manin, non mi sapevo assolutamente orientare…E me ne stupivo persino! Pretendevo, a più di 20 anni distanza, di ricordare ogni cosa..Ma come potete vedere da quello che scrivo ricordo spesso più il profumo delle cose che le loro ‘esatte cooordinate’. Anzi, per me è questo profumo ad essere una ‘coordinata’ più che sufficiente.

Il ricordo chiama il ricordo (lo sapevo, non ci dovevo cadere…): presi una terza volta il trenino, forse di nuovo quando avevo 16 anni: fu per accompagnare una ragazza che faceva la ‘villeggiante’ nel mio paese “d’origine”; esattamente a Manin, dove viveva. Credo stesse finendo l’Estate. Da buon ‘nerd’ (era il termine con cui si definivano gli ‘inetti’ ai tempi miei) la avevo aiutata a studiare Storia (era stata rimandata) per tutta l’Estate in vista dell’Esame, seduto al tavolo a venti centimenti da lei senza riuscire a spiccicare parola su quanto la trovassi bella.

Ecco, la Realtà mi aveva gabbato un’altra volta: l’Estate non era a quei tempi per me solo una liberazione dalla scuola, ma anche – come per certi aspiranti ‘grandi amatori’ che trovano le forze di fare un’avance solo quando sono distanti e lontani dalle loro consuetudini – un luogo in cui, per l’appunto, cercavo di venire fuori da me stesso.

E invece no: la ragazza mi aveva costretto ad un silenzio intimorito e ‘sognante’ anche laddove avrei voluto fare ben altro….Un silenzio davvero molto ‘Sognante’; infatti delle lezioni che mi ripeteva oralmente ricordo di non aver ascoltato nemmeno mezza sillaba.

Questo è l’ultimo ricordo che ho, ancora più preciso di tutti questi che ho riesumati: la fine dell’Estate, il ritorno agli impegni. Lessi il mio primo Romanzo, dopo aver compiuto gli anni. ‘Umiliati ed Offesi’ di Dostoevskj.

Piccola Digressione (ma mi ci ha portato il ricordo del Trenino!!!)

Ecco come nascono gli ‘intellettuali’! da timidezza e ‘ritenzione’ dei propri sentimenti più intimi… :-))) Ragazzi, se mi state leggendo, date retta: se vi venisse voglia di farvi vedere con un libro ‘tosto’ in mano da una ragazza, o di rifugiarvi in un libro dopo un momento di sconforto, date retta: usate la paghetta per portare la vostra ragazza a moneglia, vagate per i vicoli interni al paese, fate quello che vi pare… Ma mai un libro: agisce con lo stesso principio della nicotina… Dapprima il piacere di stare leggendo qualcosa di grande… Ma se poi finisci anche per apprezzarlo… Sei spacciato!!!

Pensieri e ricordi di Andrea Vinetti

Foto di Trams aux fils (Alain GAVILLET)
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